SORELLA CARLA - Comunità F.A.C.E.S

    COMUNITA' CONSACRATA AL SERVIZIO DELLA CHIESA LOCALE
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TESTIMONIANZE
Testimonianza - Sorella Carla
L'amore di Cristo ci spinge
Ci viene chiesto più volte che cosa spinge una persona a rompere con il passato, a lasciare ciò che ha di più caro e gratificante per fare una specie di deserto attorno a sè e porsi in  cammino verso una direzione che la porterà all'incontro con Dio. Fratel Carlo di Gesù scriveva- "Appena credetti che c'era un Dio compresi che non potevo fare altro che vivere per Lui".
Noi gia crediamo, ma quando l'amore di Dio ci raggiunge e ci avvolge perchè vuole fare di noi il "SUO BENE", allora niente ferma il nostro andare e sì vorrebbe correre per recuperare il tempo perduto e vengono in mente le parole di S. Agostino: "Tardi Ti ho amato, Bellezza tanto antica e tanto nuova; tardi ti ho amato".
Il pensiero di appartenere a Dio, dì vivere esclusivamente per Lui, il desiderio di comprendere la Sua Parola e la volontà di attuare ciò che essa dice, conducono necessariamente ad una meta: la CONSACRAZIONE DELLA PROPRIA PERSONA A LUI per imparare a vivere, ad amare, a soffrire, ad accogliere, a perdonare come Cristo ha amato, ha sofferto.., ha perdonato e riversare così sui fratelli quell'amore di predilezione con il quale Cristo per primo ci ama.
L'amore di Dio infatti richiama un altro amore: quello per l'uomo.
Noi gia crediamo, ma quando l'amore di Dio ci raggiunge e ci avvolge perchè vuole fare di noi il "SUO BENE", allora niente ferma il nostro andare e sì vorrebbe correre per recuperare il tempo perduto e vengono in mente le parole di S. Agostino: "Tardi Ti ho amato, Bellezza tanto antica e tanto nuova; tardi ti ho amato".
Il pensiero di appartenere a Dio, dì vivere esclusivamente per Lui, il desiderio di comprendere la Sua Parola e la volontà di attuare ciò che essa dice, conducono necessariamente ad una meta: la CONSACRAZIONE DELLA PROPRIA PERSONA A LUI per imparare a vivere, ad amare, a soffrire, ad accogliere, a perdonare come Cristo ha amato, ha sofferto.., ha perdonato e riversare così sui fratelli quell'amore di predilezione con il quale Cristo per primo ci ama.
L'amore di Dio infatti richiama un altro amore: quello per l'uomo.
Andiamo così verso gli altri con la nostra spiritualità sacerdotale, avendo cioè come modello Cristo, l'eterno Sacerdote, colui che vive la dimensione contemplativa del Padre e la costante disponibilità al servizio della Chiesa.
E il nostro andare ci porta....
- verso gli anziani che vivono l'ultimo arco della loro vita spesso nella solitudine per dire, con la nostra presenza, che non sono soli e che li portiamo nel cuore;
- verso gii ammalati per aiutarli a vivere it tempo della sofferenza come momento prezioso agli occbi di Dio allorchè la sofferenza è accettata e offerta;
- verso i bambini per iniziarli, insieme ai genitori, alla fede e sviluppare in loro il senso cristiano della vita;
- verso i Sacerdoti soprattutto per una collaborazione nell'attività pastorale e diventare come "la loro lunga mano" ove non possono essere presenti di persona;
- verso i lontani per avvicinarli a Dio.,.
Mentre scrivo rivado, col pensiero, ad alcune esperienze che ritengo le piu significativ: quelle in cui si vive la sensazione di aver "generato" la vita. E quando, attraverso la nostra azione, Il Signore infonde nelle persone la certezza che la Sua misericordia e più grande di ogni peccato suscitando in loro il desiderio di una riconciliazione con Lui.
La nostra consacrazione al servizio delle Chiese locali ci porta a questo. Certo non mancano gli insuccessi, le delusioni, le paure; ma al di là e al di sopra di tutto c'e la certezza che Dio non ci lascia sole. Lui guida i nostri passi e si serve della nostra debolezza per fare "grandi cose".
Da ciò non può scaturire che meraviglia, stupore, gioia. Per tutto questo: "GRAZIE, SIGNORE!"
Sorella Carla della Comunità residenziale
 
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